Posted by: ilpresepediplastica | Marzo 13, 2008

Sembra ieri

slavery.jpg Appiano, uno storico greco che si occupava di storia romana, scrisse di schiavitù e ricchezza. Ne riporto un brano che oggi ho letto ai miei alunni.

I ricchi impiegavano i prigionieri di guerra nei lavori dei campi e nel pascolo, sia perché gli uomini liberi dovevano servire nell’esercito, sia perché questa manodopera portava loro molto guadagno. In tal modo nelle campagne aumentavano gli schiavi mentre i contadini italici diventavano sempre meno numerosi (…) a causa della povertà e delle tasse che li affliggevano. Quando non dovevano combattere, si ritrovavano disoccupati perché tutta la terra apparteneva ai ricchi che, per coltivarla, usavano gli schiaci

Tutto ciò mi ricorda il nostro tempo, nel quale i grandi capitalisti delocalizzano sfruttando i paesi del terzo mondo e causano povertà e recessione in tutto l’Occidente. Sembra ieri.

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Posted by: ilpresepediplastica | Marzo 8, 2008

Puntualmente successe

m1.jpgm1.jpgAl comune ci arrivai presto, distava solo due isolati da casa mia. I convenevoli durarono poco e consistettero più che altro in una stretta di mano. Ma sembravano molto rispettosi nei miei confronti: ero il pupillo dell’assessore regionale Adragna e tutti sapevano cosa dovevo fare…  Veramente io, ufficialmente, ero nessuno: dovevo vagare per i corridoi, una ronda quasi senza soluzione di continuità. Dovevo farmi vedere, insomma. Ero l’occhio dell’assessore Adragna, quindi della cosca. Tutti ne erano perfettamente consapevoli e si comportavano di conseguenza. Sapevo ciò che sarebbe successo e, difatti, puntualmente, successe. Continua a leggere…

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Posted by: ilpresepediplastica | Novembre 19, 2007

Voi a Trapani ci siete nati…

Voi a Trapani ci siete nati,

io l’ho scelta per viverci

e mi sento più trapanese di voi.

Mauro Rostagno

Vedi l’aggiornamento

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Sono lieto e onorato di postare il discorso che l’onorevole Mangiachechi ha tenuto all’Hotel Zabbara di Porto Arancio. Nella foto il superbo gioco pirotecnico offerto dall’onorevole agli astanti.

“Elettrici ed elettori sono particolarmente emozionato nell’iniziare questa campagna che ritengo che sarà entusiasmante per tutti. È iniziato il momento della riscossa per il nostro paese, è arrivato il momento di riportare l’interesse della comunità al primo posto di chi fa politica. Lasciamo le polemiche fuori da questa campagna elettorale. Abbiamo il massimo rispetto per la nostra comunità. Noi non vogliamo scendere al livello del nostro avversario politico. Sarà la cittadinanza a giudicare, nelle urne. Sapete bene che noi apparteniamo a una famiglia che ha dato sempre quello che ha potuto e si è messa sempre al servizio di questo paese e anche di voi, voi dell’altra parte quando ne avete avuto bisogno. Vi chiedo di essere con noi per cercare di cambiare questa difficile pagina in cui questi personaggi hanno portato questo paese. Noi siamo di pasta diversa, noi siamo di quella cultura che sta in mezzo alla gente, che tutti devono avere l’opportunità di raggiungere il livello di professione per potere estrinsecare le capacità che loro hanno. Continua a leggere…

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 23, 2007

Il sangue degli altri

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Oggi esce in libreria ”Il sangue degli altri“, il romanzo di Antonio Pagliaro.  Un romanzo straordinariamente insolito. Un libro che da un lato mette da parte il solito rituale di personaggi e ambienti del noir italiano e dall’altro si rifiuta di percorrere la sempre più inflazionata via della tragedia esibita, del dolore espressionistico, estetico (pornografico, insomma). “Il sangue degli altri” recupera la pagina pulita così cara a certa scrittura siciliana, evitando di criptare la verità o di, al contrario, esibirla, ma impegnandosi nel compito più difficile, al giorno d’oggi, quello di riuscire a narrarla. Un romanzo su cui si dovranno dire tante cose.

Ne scriverò. Intanto cominciamo con la sinossi.

Palermo, 2005. La Casinò Trinacria sta per inaugurare alcune case da gioco, con la benedizione della politica locale. L’appalto viene però bloccato a causa di una truffa ai danni dell’Unione europea e i casinò saranno aperti dalla società lettone Paradise. Il giornalista Corrado Lo Coco ne scrive sul giornale «L’Ora»: a lui dunque si rivolge Toti Catania, presidente della Casinò Trinacria. Chiede un incontro e promette importanti rivelazioni. Ma, pochi attimi prima dell’appuntamento, Catania viene assassinato. Nelle stesse ore, un altro omicidio nel centro di Palermo: la vittima è l’ex proprietario della Paradise, un affarista lettone.

Lo Coco entra in possesso di informazioni che rendono questi delitti sempre più difficili da capire. In un crescendo di misteri e omicidi, il cronista avvia un’indagine che lo mobilita non solo professionalmente. Scopre così inattesi collegamenti tra i morti sulle strade palermitane e alcuni crimini commessi in Cecenia.

L’inchiesta lo porta fino a Groznyj – nella Cecenia di una guerra che non conosce fine – e poi a Mosca e a Riga. Quando Lo Coco, con l’aiuto di un ufficiale dei carabinieri e di una ex poliziotta russa, è ormai sul punto di concludere la sua ricerca, si troverà ad affrontare un nuovo pericolo e, soprattutto, un’amara sconcertante verità.

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 19, 2007

Il sasso in bocca

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L’apparato del condizionamento delle coscienze costruito in questi anni dalla nostra classe politica è portentoso. Mette in campo popolari trasmissioni televisive, grossi quotidiani, opinion leader col cervello a forma di tubo catodico o di tabloid ma ospitati sulle prime pagine di (importanti?) quotidiani italiani, e altro, molto altro ancora. E l’apparato repressivo, ovviamente, non scherza: si va da (illustri?) avvocati a solerti questurini inopportunamente sdoganati da un Pasolini ubriaco (si possono criticare anche i mostri sacri, va bene?). Tra un Ferrara che con un diciamo la verità trova tutti gli spazi per spacciare la sua verità ruffiana e arrogante, tra editorialisti che con parole edonisticamente complicate accusano di qualunquismo qualsiasi critica al Contesto, tra politici che ruminano il solito bolo appiccicoso (quello sì qualunquista), i blog e internet in generale hanno rappresentato un campo sul quale esercitare la libertà di critica, lo svelamento del Contesto. Dico queste cose anche se molti blog virano troppo spesso verso lidi consolatori esaurendo la loro spinta a una volatile aggregazione di pari, limitandosi a costituire dei circoli bocciofili della critica. Ma è innegabile che anche con questi limiti internet sia una delle poche postazioni di vera libertà. Ed è molto scomoda. La gggente invocata sempre dai politici, la cosiddetta spinta dal basso, quella vera, è domicialiata su internet. I circoli bocciofili stanno diventando minoritari e si stanno creando le prime aggregazioni critiche. Tutto ciò fa paura al Contesto, tutto ciò non è inglobato dal Contesto. Senza citare siti molto noti, che tutti conosciamo, ricordo che esistono anche realtà con un campo di azione locale. Anni fa Mauro Rostagno dagli schermi di una piccola rete locale trapanese riuscì a smuovere molte verità scomode e per questo fu ucciso. Oggi non si ammazza (ma attenzione a non cadere nel luogo comune, ricordiamo le molte minacce ricevute da alcuni giornalisti…), oggi la strada più praticata è quella della censura. Berlusconi la imboccò a modo suo, in modo goffo. Questo governo ci sta provando con modalità più “raffinate”. Vi invito a leggere qui http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html

Se la legge di cui si parla nel link fosse varata internet perderebbe ogni sua valenza specifica. Vi invito a diffondere questo allarme e a pensare delle strategie per una battaglia. Non possiamo restare passivi.

Allegato: ecco un link caldo caldo che chiarisce cos’è la scomoda critica al Contesto: http://www.xantology.com/2007/10/17/buon-compleanno-silvio/

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 18, 2007

Qualcuno si dimentica

 

Di Perturbazione

Qualcuno si dimentica,

oppure teme di esser dimenticato

Così una storia scivola

accortocciando sempre un nuovo passato

E vorrei farne parte anch’io

ma non ricordo dove sono arrivato

Ma soprattutto se era mia

o sono solo un meccanismo inceppato

Nelle vetrine c’è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me

Perchè nel buio il mio respiro è impaziente

Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.

Felice

Vorrei scoprirti identica

a quel ritaglio su un giornale stampato

con un sorriso cronico

che non si spenga ad ogni filo di fiato

E tu la pensi proprio come me

ma ti disegni su un diverso tracciato;

per me sei ancora una fotografia

Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.

Felice

Noi siamo solamente in due

e ci troviamo soli in mezzo a un miliardo

E basta una domenica di sole a non pensare quanto siamo in ritardo

E’ una manciata di giornate di festa

che fanno quello che speriamo di noi

E all’improvviso in mezzo al mio mal di testa,

ho ritrovato il desiderio di essere felice.

Felice

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 7, 2007

Sta’ zitto che io ti ho dato la pensione

Il quotidiano La Repubblica di ieri riportava soltanto due frasi della lettera di Salvatore Borsellino (malgrado una promessa di pubblicazione integrale fatta al suo autore da un giornalista). Dava invece grande spazio a un misero attacco del ministro Mastella a Salvatore Borsellino. Secondo il ministro, testimone di nozze del mafioso Campanella, il fratello del giudice Paolo sarebbe irriconoscente con il ministro che si è prodigato per fare ottenere la pensione alla famiglia Borsellino.Un attacco di questa natura non va nemmeno commentato.

Salvatore Borsellino ha replicato con un comunicato stampa inviato ad alcuni blog (tra i quali quello del mio amico www.xantology.com ), all’ANSA e a parecchie testate giornalistiche.

La stampa ha mantenuto il solito compatto silenzio. Nessuna testata ha pubblicato alcunché, neanche Repubblica che avrebbe avuto il dovere di fare esercitare a Salvatore Borsellino il diritto di contraddittorio.

Di seguito il comunicato di Salvatore Borsellino. Con preghiera di diffusione.

Milano, 6 Ottobre 2007

Ho letto oggi, riportata dalle agenzie di stampa, la seguente dichiarazione dell’on. Mastella a me indirizzata.

MASTELLA A FRATELLO BORSELLINO:
HO VOLUTO IO PENSIONE PER FAMIGLIA
(Adnkronos) - “Dopo anni di inadempienze ho fatto concedere io la pensione alla famiglia Borsellino. Gli ricordo che, come vede, non disprezzo le persone per bene che hanno portato avanti un’idea di giustizia nell’ingiustizia”. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa presso la sede dell’Udeur rivolgendosi al fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia. Il fratello di Borsellino era presente ieri sera alla trasmissione di Michele Santoro ‘Anno Zero’.

Voglio far notare in primo luogo al Ministro Mastella che non mi risulta di avergli mai contestato di disprezzare “le persone per bene che hanno portato avanti un’azione di giustizia nell’ingiustizia” e se pensa che esista una ragione per la quale avrei dovuto farlo.

In secondo luogo gli ricordo che, non essendo il sottoscritto né coniuge né figlio di Paolo Borsellino, bensì fratello, non può spettarmi alcuna pensione vitalizia e che questa viene in ogni caso assegnata dallo stato e non “concessa” dal ministro.

In terzo luogo gli faccio sapere che il sottoscritto si è rifiutato di presentare la domanda di erogazione, da parte anche in questo caso dello Stato e non del ministro, della “provvisionale”, prevista dalla legge, che può essere richiesta dai familiari delle vittime di mafia che si costituiscano parte civile nel relativo processo.

Il sottoscritto ritiene infatti che compito precipuo delle Stato dovrebbe essere, prima che l’erogazione di anticipo su un impossibile “risarcimento”, il rendere giustizia alle vittime della mafia.

Salvatore Borsellino

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 6, 2007

La fase di “plateau”

Terapia di automedicazione, sintomatica degli stati di ribellione e verità. Si raccomanda di leggere il foglio illustrativo pubblicato di seguito prima di consumare il video. 

Quando il desiderio si trasforma in stato di eccitazione si verificano diverse modificazioni fisiche. La più evidente è l’accumulo di una quantità ulteriore di sangue nella zona genitale, sia dell’uomo che della donna. Questo fenomeno prende il nome dì congestione vasale. La congestione vasale si rende visibile nell’uomo in forma di erezione del pene. Quando il sangue fluisce nel tessuto spugnoso del pene, questo si ingrossa. (…) La congestione vasale si evidenzia nella donna sotto forma di lubrificazione vaginale. (…) Entrambi i sessi vengono stimolati dal tatto, dall’odorato, dalla vista e dalla fantasia; la rapidità della risposta dipende dall’intensità del coinvolgimento, dalle circostante e dal livello dello stimolo. Continua a leggere…

Posted by: ilpresepediplastica | Ottobre 5, 2007

Grazie Mastella

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[Con Antonio ed Edo riceviamo e pubblichiamo una lettera di Salvatore Borsellino. Chiunque vuole, può pubblicarla]

Di Salvatore Borsellino 

Voglio ringraziare il ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.

Voglio ringraziarlo pubblicamente perché mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e di aggressioni di ogni tipo nei confronti della magistratura la gente si fosse ormai assuefatta all’arroganza ed all’impunità dei politici e avesse accettato come normale e ineluttabile questo stato di cose. Continua a leggere…

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