Camorra e mafia della porta accanto - recensione di Antonella Fiori su D di Repubblica del 17 giugno 2006
Giugno 17, 2006 di ilpresepediplastica
DUE ROMANZI RACCONTANO IL SUD E IL CRIMINE SENZA ALIBI NE’ RETORICA, di Antonella Fiori scarica il pdf
Giacomo è un ingegnere culturista e cocainomane, di quelli che potresti incontrare nel nordest arricchito o in un club molto privé di Milano. Invece vive in Sicilia. Pasquale ha cucito e tagliato il vestito bianco indossato alla notte degli Oscar da Angelina Jolie. Non è uno stilista di Hollywood ma un operaio che lavora in nero ad Arzano, vicino a Napoli. Due personaggi opposti di due libri diversissimi, Tu che hai fatto per me di Nicolò La Rocca e Gomorra di Roberto Saviano, che raccontano la realtà di due terre, Sicilia e Campania, facendo saltare gli schemi da cartoline pre-confezionate. Nel romanzo di La Rocca, accanto all’outsider protagonista Giuseppe, c’è il fratello Giovanni, politico rampante che si muove a suo agio tra i modelli culturali borghesi economicamente evoluti: «Volevo uscire dagli stereotipi del siciliano diffidente, filosofo, fatalista. Vivevo in provincia di Trapani e vedevo gente che girava coi Rolex ma anche col mito di possedere un quadro di Schifano».
Nuove forme di controllo sociale, per La Rocca sono «le brutte abitudini della borghesia che oggi vanno a innestarsi nella struttura della criminalità». Contro lo schema da fiction tv dove i mafiosi sono tutti da una parte e gli eroi dall’altra, mostra un mondo dove «si è tutti interconnessi, ci si chiede appunto Tu che
hai fatto per me». Un groviglio che è anche la cifra del romanzo-inchiesta scritto in prima persona da Roberto Saviano, collaboratore dell’Osservatorio della camorra: «Non volevo raccontare un mondo a parte, osservato con distacco. Volevo sussurrare all’orecchio del lettore: tutto questo ti riguarda». In pagine densissime, Saviano mescola sue esperienze e materiali della polizia, creando un impressionante ritratto di un mondo contiguo-contagiato col nostro. Una sfida letteraria vinta con un’efficacia maggiore di qualsiasi pamphlet. «Volevo sfatare luoghi comuni come quello che “la camorra è questione di vicolo”. Far riflettere sul fatto che i poteri criminali ci conquistano nel momento in cui compriamo un certo prodotto». Tra gli stereotipi che vanno in pezzi in Gomorra, il Sud d’Italia pigro e abbandonato a se stesso. «Al contrario», dice Saviano, «qui l’ossessione è diventare imprenditori. Avere la propria fabbrica al nero è vincente». E per narrare l’intreccio tra imprenditoria e criminalità organizzata parte dal tessile, non dalla droga, con il racconto di ragazzini che lavorano dieci ore al giorno per accumulare più soldi possibile. «Nonostante le cifre del giro d’affari e la velocità della produzione, è un modello di sviluppo che non ha generato crescita. Non sono nate scuole, biblioteche, laboratori dove formare nuovi sarti». Nel capitolo “Hollywood”, nelle intercettazioni dei camorristi scopriamo battute tratte da Pulp Fiction e che le loro donne si vestono come Uma Thurman in Kill Bill. «Al contrario di ciò che si pensa, non è il cinema a prendere spunto da loro. Sono loro che cercano di corrispondere agli stereotipi dei film». Antonella Fiori
il tuo romanzo mi sembra molto interessante..tra poco saro’ brevemente in Italia e lo cerchero’ nella malmesse librerie del Sud d’Italia..
Sono siciliano e convengo sia sul Rolex che sul mito di Schifano. Appena esco m’accatto il libro. (Per inciso: prima ho letto la recensione e mi sono detto “bello, lo devo leggere” - poi, dal commento qui sopra, ho capito che l’autore del blog sei tu).
Ciao Giuseppe, sì, le librerie del sud sono malmesse. Perché al sud i soldi si spendono soltanto in divertimenti catodici o modaioli, E il libro non è mai di moda

Ciao
Sei siciliano? Zona?
Grazie per il “bello lo devo leggere”!
Per quanto riguarda l’altra cosa… diciamo che ho involontariamente ho realizzato un teaser
Interessante l’accostamento. Sto leggendo lui e subito dopo leggerò te, così verifico. : )
Un abbraccio forte,
Mia
PS: La rubo da qui la presentazione, ok?
Sì, ok.
L’accostamento è interessante. Dimostra che due libri molto diversi nella struttura - il mio è un romanzo, quello di Saviano un reportage narrativo - possono fornire le stesse risultanze.
Ti consiglio anche un libro STRAORDINARIO, che forse è passato un po’ in secondo piano: “La città distratta”, di Antonio Pascale http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=MUMJMKUIRG9WU
E’ un capolavoro, credimi.
Nicolò
interessante… ti leggerò…….. mi chiedo come hai fatto a trovarmi, sempre affascinante la rete…. a presto
matilde
Girovagando, Matilde. Grazie per la fiducia
Nicolò
Che classe il nuovo template del sito…!
andrea
Ciao Nicola!
Vedo che hai cambiato la veste grafica del blog.
Ottima scelta.
A presto…
@Andrea. Bello il template, è vero. Migliora anche l’organizzazione dei contenuti. Per esempio, mi permette di mettere sempre in primo piano la copertina del libro
Caro Nicolò ho ordinato il libro e un paio di copie le regalerò a degli amici, inoltre a Milano c’à Miriam, la mia bella, che comprerà presto il libro e lo consiglierà, se sarà di suo gradimento, ai suoi amici milanesi.
Come vedi cerco di darmi da fare, sarà perché in qualche modo curo anche i miei interessi? :o))
Avvertimi se escono altre recensioni
a quando la prima intervista televisiva o radiofonica?
Verrai a Roma per la presentazione ufficiale?
E vaiiii..!!
ciao
pepe
non so come contattarti e scrivo qui. Ho letto il tuo racconto ed è molto interessante. Ora sto mettendo insieme le persone e spero di sottoporre il tuo racconto e altre cose che ho ricevuto prima delle partenze per l’estate. Se a loro andasse bene se ne riparlerà a settembre penso. Ti ringrazio molto dell’interessamento, se la cosa andasse in porto ti ricordo che hai per le mani della gente dilettante che smania di imparare a fare film e non registi attori e sceneggiatori affermati. Grazie ancora della segnalazione.
Saluti.
Filippo
Grazie per il promettente consiglio, ho preso nota. Nel frattempo ho furtato…
: )
Questo mezzo maniaco deve essere ucciso per il suo libro contro la gente di
Napoli. La nostra carissima sindaco Jervolino si e’ gia espressa come noi la
pensiamo.
La gente di Napoli deve obbedire alle leggi del territorio, Bassolino e
Jervolino lo hanno capito e si trovano bene. Gli stiamo vicino e come vedete
sono decenni che regnano il nostro territorio.
Se non vi piace Napoli allora andatevene e fate venire ad abitare altra
gente che si adegua.
Ti ringrazio per essere passato dal mio blog…come forse avrai letto in alcuni miei post l’esperienza che ho vissuto questo agosto mi ha avvicinata con cuore e mente alla Sicilia e ogni mezzo che mi aiuti a conoscere meglio questa terra è per me preziosissimo. Cercherò il libro qui a Firenze…
un saluto