Non c’è
Febbraio 17, 2007 di ilpresepediplastica
Lo vedo comparire all’improvviso, da sinistra. Scivola velocemente giù dal marciapiede. Claudicante, i capelli appiccicati sulla testa come fili di ragnatela, lo sguardo cattivo di chi implora una pietà mai avuta. Me lo immagino recluso nel suo appartamento, la verdura, la mozzarella, il brodino arancione precipitato sulla sua tovaglia a quadretti chissà da quale clinica per anziani e cristallizzatosi nella sua cucina, quasi un elemento d’arredo. Posso quasi sentire il fetore che lo avvolge come un’aureola di sofferenza. In Lombardia ogni piccolo bilocale in affitto ha il suo fetore. Non è l’odore sano dello sporco di provincia, quel misto di pane raffermo e acqua di colonia. Non è neppure la puzza feroce dei tinelli palermitani, un misto di piscio di cane e luce catodica. No, lui si porta addosso il suo appartamento lombardo, muffa e nerume.
Insomma, slitta sulle strisce senza avvertirmi. Freno e lo lascio passare. Attraversa la strada dedicandomi un’occhiata minacciosa. Aspetto che sia inghiottito dalla teoria folle di palazzine, poi ingrano la prima e mi squaglio nel traffico mattutino.
ehi, questo è davvero un passo straordinario.
ivan
Info: Quanto ci ha messo Fazi per risponderti? Grazie per la risposta.
ciao nicolò che mi racconti? che fai? ci sarai a torino, hai sentito silvia di nabu? stai scrivendo?
ivan
molto bella la copertina