Oggi esce in libreria ”Il sangue degli altri“, il romanzo di Antonio Pagliaro. Un romanzo straordinariamente insolito. Un libro che da un lato mette da parte il solito rituale di personaggi e ambienti del noir italiano e dall’altro si rifiuta di percorrere la sempre più inflazionata via della tragedia esibita, del dolore espressionistico, estetico (pornografico, insomma). “Il sangue degli altri” recupera la pagina pulita così cara a certa scrittura siciliana, evitando di criptare la verità o di, al contrario, esibirla, ma impegnandosi nel compito più difficile, al giorno d’oggi, quello di riuscire a narrarla. Un romanzo su cui si dovranno dire tante cose.
Ne scriverò. Intanto cominciamo con la sinossi.
Palermo, 2005. La Casinò Trinacria sta per inaugurare alcune case da gioco, con la benedizione della politica locale. L’appalto viene però bloccato a causa di una truffa ai danni dell’Unione europea e i casinò saranno aperti dalla società lettone Paradise. Il giornalista Corrado Lo Coco ne scrive sul giornale «L’Ora»: a lui dunque si rivolge Toti Catania, presidente della Casinò Trinacria. Chiede un incontro e promette importanti rivelazioni. Ma, pochi attimi prima dell’appuntamento, Catania viene assassinato. Nelle stesse ore, un altro omicidio nel centro di Palermo: la vittima è l’ex proprietario della Paradise, un affarista lettone.
Lo Coco entra in possesso di informazioni che rendono questi delitti sempre più difficili da capire. In un crescendo di misteri e omicidi, il cronista avvia un’indagine che lo mobilita non solo professionalmente. Scopre così inattesi collegamenti tra i morti sulle strade palermitane e alcuni crimini commessi in Cecenia.
L’inchiesta lo porta fino a Groznyj – nella Cecenia di una guerra che non conosce fine – e poi a Mosca e a Riga. Quando Lo Coco, con l’aiuto di un ufficiale dei carabinieri e di una ex poliziotta russa, è ormai sul punto di concludere la sua ricerca, si troverà ad affrontare un nuovo pericolo e, soprattutto, un’amara sconcertante verità.
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