Risveglio col gorgoglio di pozzi neri. Sniffata di miasmi. Diossine come seconda scelta, basta orientare il naso. Poi, scivolando lungo la stradina sbrecciata, slalom di rivoli di Solepiatti sull’asfalto, di resti di spaghetti e salsiccia che sfamano popolazioni di mosconi. Infine dribblando fazzolettini sporchi, cocci di vetro, chiodi arrugginiti, materiali di risulta di abusivismi vari, il miraggio della spiaggia, ormai una piccola striscia di sabbia sporca minacciata da chi ha costruito quasi-palafitte di tufo, “seconde-case-a-tutti-i-costi”. Tuffo in acqua: ed ecco che la schiuma dei pozzi neri che trasuda dal bagnasciuga e galleggia sul pelo dell’acqua. Mentre brilla sotto il sole sembra quasi bella, una decorazione.
agosto 17, 2011 di ilpresepediplastica