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	<title>il presepe di plastica</title>
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	<description>il weblog di Nicolò La Rocca</description>
	<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 15:31:14 +0000</pubDate>
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		<title>Sembra ieri</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 15:29:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Diario]]></category>

		<category><![CDATA[capitalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[ Appiano, uno storico greco che si occupava di storia romana, scrisse di schiavitù e ricchezza. Ne riporto un brano che oggi ho letto ai miei alunni.
I ricchi impiegavano i prigionieri di guerra nei lavori dei campi e nel pascolo, sia perché gli uomini liberi dovevano servire nell&#8217;esercito, sia perché questa manodopera portava loro molto guadagno. In [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2008/03/slavery.jpg" title="slavery.jpg"><img src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2008/03/slavery.jpg" alt="slavery.jpg" /></a> Appiano, uno storico greco che si occupava di storia romana, scrisse di schiavitù e ricchezza. Ne riporto un brano che oggi ho letto ai miei alunni.</p>
<p><em>I ricchi impiegavano i prigionieri di guerra nei lavori dei campi e nel pascolo, sia perché gli uomini liberi dovevano servire nell&#8217;esercito, sia perché questa manodopera portava loro molto guadagno. In tal modo nelle campagne aumentavano gli schiavi mentre i contadini italici diventavano sempre meno numerosi (&#8230;) a causa della povertà e delle tasse che li affliggevano. Quando non dovevano combattere, si ritrovavano disoccupati perché tutta la terra apparteneva ai ricchi che, per coltivarla, usavano gli schiaci</em></p>
<p>Tutto ciò mi ricorda il nostro tempo, nel quale i grandi capitalisti delocalizzano sfruttando i paesi del terzo mondo e causano povertà e recessione in tutto l&#8217;Occidente. Sembra ieri.</p>
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		<title>Puntualmente successe</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 22:18:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Al comune ci arrivai presto, distava solo due isolati da casa mia. I convenevoli durarono poco e consistettero più che altro in una stretta di mano. Ma sembravano molto rispettosi nei miei confronti: ero il pupillo dell’assessore regionale Adragna e tutti sapevano cosa dovevo fare…  Veramente io, ufficialmente, ero nessuno: dovevo vagare per i corridoi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2008/03/m1.jpg" title="m1.jpg"><img border="0" align="left" width="1" src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2008/03/m1.jpg?w=1&h=1" alt="m1.jpg" height="1" /><img src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2008/03/m1.jpg" alt="m1.jpg" /></a>Al comune ci arrivai presto, distava solo due isolati da casa mia. I convenevoli durarono poco e consistettero più che altro in una stretta di mano. Ma sembravano molto rispettosi nei miei confronti: ero il pupillo dell’assessore regionale Adragna e tutti sapevano cosa dovevo fare…  Veramente io, ufficialmente, ero nessuno: dovevo vagare per i corridoi, una ronda quasi senza soluzione di continuità. Dovevo farmi vedere, insomma. Ero l’occhio dell’assessore Adragna, quindi della cosca. <span></span>Tutti ne erano perfettamente consapevoli e si comportavano di conseguenza. Sapevo ciò che sarebbe successo e, difatti, puntualmente, successe. <span id="more-88"></span>Per esempio: al comune c’era un impiegato che si occupava di distribuire agli uffici la carta per le stampanti. La cosa seguiva tutto un iter che bisognava assorbire. Lui, quando arrivava la nuova fornitura, faceva un giro  dei corridoi del comune con tra le braccia le risme impilate a mo’ di agnello sacrificale. Giusto il tempo di farsi avvistare dai colleghi. Poi slittava nel suo ufficio, l’ufficio tessere, e confinava il materiale appena  ricevuto nel suo armadio. Infine si dileguava. Sarebbero stati i colleghi a doversi preoccupare di rincorrerlo per farsi distribuire le risme che toccavano ai loro uffici. E non era mai un’impresa facile. Il ragioniere Di Palma, così si chiamava l’incaricato delle risme, era bravissimo a infilarsi nei crocicchi che si coagulavano di continuo nei corridoi, davanti alla macchina del caffè, in adorazione del Giornale di Sicilia che campeggiava quotidianamente sulla scrivania dell’usciere, oppure messi alla pecorina davanti al sindaco. Per completezza di cronaca, bisogna precisare che a volte Di Palma si assentava per un attimo che poteva durare tre, quattro ore. Per fortuna ciò accadeva raramente. Il corridoio era troppo affascinante. L’impiegato comunale, quello senza santi – o meglio col santo poco conosciuto- doveva aspettare, pazientemente, che le meticolose conversazioni che si svolgevano in quei capannelli si spegnessero, per poter chiamare Di Palma e implorarlo di consegnargli la risma d’ordinanza. Ma tutti sapevano che le conversazioni non si arrestavano mai; nulla si crea nulla si distrugge, le conversazioni fluttuavano senza sosta; sì, a volte rischiavano di evaporare sulla bocca dell’ultimo che aveva parlato, o di essere inghiottite e basta, insieme alle caramelle alla menta che tutti ruminavano con passione; e invece arrivava provvidenziale un rutto superstite che contribuiva a rimettere in circolo le caramelle, la chiacchierata e la teoria di Einstein. Allora l’assembramento si sfaldava e si riformava a pochi metri, con nuovi soggetti: ma  non cambiavano gli argomenti, ed era sempre garantita la presenza del ragioniere Di Palma.<br />
C’erano, come per magia, degli impiegati che ottenevano la carta per l’ufficio per mano dello stesso Di Palma; alcuni addirittura prima che Di Palma avesse compiuto il suo giro dei corridoi con le risme impilate. Erano gli amici degli amici, o gli amici diretti di Di Palma. Ognuno di loro gli aveva fatto un favore: così, consegnare loro la risma d’ordinanza come un cagnolino ubbidiente, a vita, era il suo modo di sdebitarsi.<br />
In questo gioco complicato io ero la mina vagante. E a me piaceva vagare. Minchia come mi piaceva.<br />
A me, questo stronzo di Di Palma, le risme le dava senza risparmiarsi, senza nemmeno aspettare che gliele chiedessi. A me, tra l’altro, quella cazzo di carta, non avendo un ufficio, non essendo un impiegato, non serviva. Ma la prima cosa che aveva fatto Di Palma, quando avevo messo piede nei corridoi del comune, era stata consegnarmi cinque risme. Non si sa mai, mi aveva detto dedicandomi delle pacche affettuose sulle spalle. La cosa andò avanti per giorni: mi offriva le risme, poi mi parlava del figlio iscritto in ingegneria, che era bravissimo ed era l’orgoglio del padre. A metà mattinata, quando andavo a trovarlo nel suo ufficio, spalancava il Giornale di Sicilia, si raspava la punta del naso sfregandola accuratamente con le unghie, contemplava per  qualche secolare secondo le sue dita, come ipnotizzato, si stirava tutto e iniziava a leggere. Somigliava, in quella posizione, ingobbito sulle pagine del giornale che occupavano l’intera scrivania, a mio padre quando calava la testa sulla tazza del latte.<br />
Per questo per un po’ mi fece tenerezza.<br />
Ma la mia pazienza era quella che era: non so come successe, un giorno gli sputai in faccia con la massima sfacciataggine:<br />
“Compa’, se vuoi ti posso aiutare io”.<br />
“Come, Luigi?”<br />
“Ti dicevo: oggi sono arrivate le risme”.<br />
“Sì?”<br />
“Le distribuisco io, oggi. Ti faccio riposare”.<br />
“Ma… ma…” Balbettò impotente.<br />
“Niente ma. Oggi me ne occupo io. All’assessore gliel’ho già detto”.<br />
Vidi che spalancava gli occhi e si guardava intorno come se temesse di vederselo materializzare lì da un momento all’altro.<br />
“E allora?” Domandò arretrando sulla sedia, arrivando a spalmarsi con le spalle contro la parete. Il pomo di Adamo era una pallina di flipper che faceva su e giù con speciali effetti sonori.<br />
 “Allora soccu”. Il passaggio al dialetto è il momento che apprezzo di più.<br />
“Vuoi farlo tu il giro delle risme, allora?” Domandò ormai completamente fuori di sé. Il respiro spezzato aveva dato alla domanda un tono disperato.<br />
“Di Palma! Ma che minchia hai?!” Urlai ridendo, ma sconquassando comunque l’ufficio.<br />
“Niente niente”, singhiozzò abbassando il capo e svelandomi pietosamente la sua chierica.<br />
“Solo per oggi”. Mentii.<br />
“Sì… Sì… Grazie..” E uscì dall’ufficio come un cane bastonato.<br />
Nei giorni seguenti, siccome Di Palma per non incrociarmi non si faceva vedere più nel suo ufficio, gli altri impiegati cominciarono a richiederle a me, le risme. Così, quando lo intercettai, lo pregai di consegnarmi le chiavi dell’armadio. Sembrava che dovessi occuparmene una tantum, in sua assenza; ma siccome ormai non c’era mai, tacitamente mi incaricai io delle risme, a tempo indeterminato.<br />
Avevo distrutto un uomo.</p>
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		<title>Voi a Trapani ci siete nati&#8230;</title>
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		<comments>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/11/19/voi-a-trapani-ci-siete-nati/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Nov 2007 19:53:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[
Voi a Trapani ci siete nati,
io l&#8217;ho scelta per viverci
e mi sento più trapanese di voi.
Mauro Rostagno
Vedi l&#8217;aggiornamento
       ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/11/19/voi-a-trapani-ci-siete-nati/"><img src="http://img.youtube.com/vi/A8smTWyzWGA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Voi a Trapani ci siete nati,</em></p>
<p><em>io l&#8217;ho scelta per viverci</em></p>
<p><em>e mi sento più trapanese di voi.</em></p>
<p><em>Mauro Rostagno</em></p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/rostagno-inchiesta/rostagno-inchiesta/rostagno-inchiesta.html">Vedi l&#8217;aggiornamento</a></p>
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		<title>Che tutti devono avere l&#8217;opportunità di raggiungere il livello di professione per potere estrinsecare le capacità che loro hanno</title>
		<link>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/28/che-tutti-devono-avere-lopportunita-di-raggiungere-il-livello-di-professione-per-potere-estrinsecare-le-capacita-che-loro-hanno/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 10:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Deliri]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Sono lieto e onorato di postare il discorso che l&#8217;onorevole Mangiachechi ha tenuto all&#8217;Hotel Zabbara di Porto Arancio. Nella foto il superbo gioco pirotecnico offerto dall&#8217;onorevole agli astanti.
“Elettrici ed elettori sono particolarmente emozionato nell&#8217;iniziare questa campagna che ritengo che sarà entusiasmante per tutti. È iniziato il momento della riscossa per il nostro paese, è arrivato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/183871702_f2d3c66faf_m.jpg" title="183871702_f2d3c66faf_m.jpg"><img src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/183871702_f2d3c66faf_m.jpg" alt="183871702_f2d3c66faf_m.jpg" /></a> </p>
<p><em>Sono lieto e onorato di postare il discorso che l&#8217;onorevole Mangiachechi ha tenuto all&#8217;Hotel Zabbara di Porto Arancio. Nella foto il superbo gioco pirotecnico offerto dall&#8217;onorevole agli astanti.</em></p>
<p style="margin-bottom:0;">“Elettrici ed elettori sono particolarmente emozionato nell&#8217;iniziare questa campagna che ritengo che sarà entusiasmante per tutti. È iniziato il momento della riscossa per il nostro paese, è arrivato il momento di riportare l&#8217;interesse della comunità al primo posto di chi fa politica. Lasciamo le polemiche fuori da questa campagna elettorale. Abbiamo il massimo rispetto per la nostra comunità. Noi non vogliamo scendere al livello del nostro avversario politico. Sarà la cittadinanza a giudicare, nelle urne. Sapete bene che noi apparteniamo a una famiglia che ha dato sempre quello che ha potuto e si è messa sempre al servizio di questo paese e anche di voi, voi dell&#8217;altra parte quando ne avete avuto bisogno. Vi chiedo di essere con noi per cercare di cambiare questa difficile pagina in cui questi personaggi hanno portato questo paese. Noi siamo di pasta diversa, noi siamo di quella cultura che sta in mezzo alla gente, che tutti devono avere l&#8217;opportunità di raggiungere il livello di professione per potere estrinsecare le capacità che loro hanno.<span id="more-85"></span></p>
<p style="margin-bottom:0;">“Inoltre voi mi conoscete, mi conosce tutto il paese: io rifuggo decisamente il tornaconto personale. Io voglio dare ai cittadini la opportunità che le aspettative si traducano in realtà. Bisogna ristabilire le regole della politica, senza concordia non ci può essere futuro per i giovani. Abbiamo come principio il rispetto per se stessi. Vogliamo una politica per i giovani, fatta per i giovani, guidati da persone di esperienza. Noi ci consideriamo senza falsa modestia i più adatti a governare. La nostra è la politica per la gente. La loro si trattasi di una politica per tirare a campare. Sapremo dare una risposta a tutti quei genitori che hanno fatto tanti sacrifici per i loro figli,quei genitori che hanno fatto tanti sacrifici perché si potesse impegnare nella vita professionale. La gente sa chi siamo noi, sa che rappresentiamo la vera politica. È necessario un nuovo inizio, è necessaria una nuova e vera politica. Faremo tanto per il paese. Le strade saranno asfaltate, l&#8217;erba tagliata.</p>
<p style="margin-bottom:0;">“La Sicilia non è solo mafia. E lo diciamo noialtri che della lotta alla mafia abbiamo fatto la nostra bandiera in tempi non sospetti. Dobbiamo pensare anche ai posti di lavoro, dico io. La Sicilia deve ritrovare se stessa, esiste anche la Sicilia dei grandi pittori e scultori, di quel grande scienziato illuminato che è Antonino Zichicchi. Chi ce l&#8217;ha uno scienziato così? Chi? Ditemi?!</p>
<p style="margin-bottom:0;">“La Sicilia dei Greci e degli Arabi, e poi dei Normanni. Qui abbiamo avuto la grande civiltà che nessuno ha saputo superare, mai! Qui abbiamo il sole, i limoni e le arance. Qui sappiamo vivere. Su questo dobbiamo contare per aumentare i posti di lavoro. Su questo!!!</p>
<p style="margin-bottom:0;">“Bisogna attivare un processo virtuoso che porti l&#8217;economia turistica nelle postazioni primarie dell&#8217;agenda politica, al fine di valorizzare le scelte dettate dal territorio culturale e paesaggistico di cui possiamo disporre, creando una piattaforma condivisa tra le varie parti politiche che possono contribuire, con una prassi rispettosa delle urgenze espresse in questi anni, a innescare la crescita economica, base fondamentale per offrire nuovi posti di lavoro ai nostri giovani, impegnati nelle più avanzate professioni, frutto dell&#8217;attivazione, negli atenei dislocati nel nostro territorio regionale, di lauree avanzatissime, non solo sul fronte della complessità espistemologica, ma anche e specialmente su quello della ricaduta sociale e lavorativa di tali percorsi accademici, requisito, questo, indispensabile per qualsiasi sviluppo reale, che se da un lato valorizzi le vocazioni espresse dal territorio con la costituzione di una realtà policentrica che sappia accogliere il turista con percorsi sempre più calati sulle specificità del nostro territorio, dall&#8217;altro inneschi processi economici seri e durevoli, volti a consolidare l&#8217;approccio alle potenzialità troppo trascurate in questi anni di colpevole ritardo su vari fronti, da quelli prospettati dal confronto con la necessaria e ineluttabile casa europea, a quelli collegati alla maturazione di uno strato imprenditoriale veramente tale, capace di collaborare con tutte le forze sociali per&#8230;”</p>
<p style="margin-bottom:0;">&nbsp;</p>
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		<title>Il sangue degli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Oct 2007 22:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Oggi esce in libreria &#8221;Il sangue degli altri&#8220;, il romanzo di Antonio Pagliaro.  Un romanzo straordinariamente insolito. Un libro che da un lato mette da parte il solito rituale di personaggi e ambienti del noir italiano e dall&#8217;altro si rifiuta di percorrere la sempre più inflazionata via della tragedia esibita, del dolore espressionistico, estetico (pornografico, insomma). &#8220;Il sangue degli altri&#8221; recupera la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/978-88-518-0094-9.jpg" title="978-88-518-0094-9.jpg"><img src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/978-88-518-0094-9.jpg" alt="978-88-518-0094-9.jpg" /></a><img border="3" vspace="3" align="right" width="1" src="http://ilpresepediplastica.wordpress.com/wp-admin/" hspace="3" height="1" /></p>
<p><em>Oggi esce in libreria &#8221;<a target="_blank" href="http://ilsanguedeglialtri.wordpress.com/" title="Il sangue degli altri">Il sangue degli altri</a>&#8220;, il romanzo di <a target="_blank" href="http://www.xantology.com" title="Xantology">Antonio Pagliaro</a>.  Un romanzo straordinariamente insolito. Un libro che da un lato mette da parte il solito rituale di personaggi e ambienti del noir italiano e dall&#8217;altro si rifiuta di percorrere la sempre più inflazionata via della tragedia esibita, del dolore espressionistico, estetico (pornografico, insomma). &#8220;Il sangue degli altri&#8221; recupera la pagina pulita così cara a certa scrittura siciliana, evitando di criptare la verità o di, al contrario, esibirla, ma impegnandosi nel compito più difficile, al giorno d&#8217;oggi, quello di riuscire a narrarla. Un romanzo su cui si dovranno dire tante cose.</em></p>
<p><em>Ne scriverò. Intanto cominciamo con la sinossi.</em></p>
<p>Palermo, 2005. La Casinò Trinacria sta per inaugurare alcune case da gioco, con la benedizione della politica locale. L’appalto viene però bloccato a causa di una truffa ai danni dell’Unione europea e i casinò saranno aperti dalla società lettone Paradise. Il giornalista Corrado Lo Coco ne scrive sul giornale «L’Ora»: a lui dunque si rivolge Toti Catania, presidente della Casinò Trinacria. Chiede un incontro e promette importanti rivelazioni. Ma, pochi attimi prima dell’appuntamento, Catania viene assassinato. Nelle stesse ore, un altro omicidio nel centro di Palermo: la vittima è l’ex proprietario della Paradise, un affarista lettone.</p>
<p>Lo Coco entra in possesso di informazioni che rendono questi delitti sempre più difficili da capire. In un crescendo di misteri e omicidi, il cronista avvia un’indagine che lo mobilita non solo professionalmente. Scopre così inattesi collegamenti tra i morti sulle strade palermitane e alcuni crimini commessi in Cecenia.</p>
<p>L’inchiesta lo porta fino a Groznyj – nella Cecenia di una guerra che non conosce fine – e poi a Mosca e a Riga. Quando Lo Coco, con l’aiuto di un ufficiale dei carabinieri e di una ex poliziotta russa, è ormai sul punto di concludere la sua ricerca, si troverà ad affrontare un nuovo pericolo e, soprattutto, un’amara sconcertante verità.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/23/il-sangue-degli-altri/"><img src="http://img.youtube.com/vi/TuQ6o_gyCEQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
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		<title>Il sasso in bocca</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 07:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
L&#8217;apparato del condizionamento delle coscienze costruito in questi anni dalla nostra classe politica è portentoso. Mette in campo popolari trasmissioni televisive, grossi quotidiani, opinion leader col cervello a forma di tubo catodico o di tabloid ma ospitati sulle prime pagine di (importanti?) quotidiani italiani, e altro, molto altro ancora. E l&#8217;apparato repressivo, ovviamente, non scherza: si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/sasso.jpg" title="sasso.jpg"><img width="261" src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/sasso.jpg?w=261&h=192" alt="sasso.jpg" height="192" style="width:204px;height:137px;" /></a> </p>
<p>L&#8217;apparato del condizionamento delle coscienze costruito in questi anni dalla nostra classe politica è portentoso. Mette in campo popolari trasmissioni televisive, grossi quotidiani, opinion leader col cervello a forma di tubo catodico o di tabloid ma ospitati sulle prime pagine di (importanti?) quotidiani italiani, e altro, molto altro ancora. E l&#8217;apparato repressivo, ovviamente, non scherza: si va da (illustri?) avvocati a solerti questurini inopportunamente sdoganati da un Pasolini ubriaco (si possono criticare anche i mostri sacri, va bene?). Tra un Ferrara che con un <em>diciamo la verità</em> trova tutti gli spazi per spacciare la sua verità ruffiana e arrogante, tra editorialisti che con parole edonisticamente complicate accusano di qualunquismo qualsiasi critica al Contesto, tra politici che ruminano il solito bolo appiccicoso (quello sì qualunquista), i blog e internet in generale hanno rappresentato un campo sul quale esercitare la libertà di critica, lo svelamento del Contesto. Dico queste cose anche se molti blog virano troppo spesso verso lidi consolatori esaurendo la loro spinta a una volatile aggregazione di pari, limitandosi a costituire dei circoli bocciofili della critica. Ma è innegabile che anche con questi limiti internet sia una delle poche postazioni di vera libertà. Ed è molto scomoda. La gggente invocata sempre dai politici, la cosiddetta spinta dal basso, quella vera, è domicialiata su internet. I circoli bocciofili stanno diventando minoritari e si stanno creando le prime aggregazioni critiche. Tutto ciò fa paura al Contesto, tutto ciò non è inglobato dal Contesto. Senza citare siti molto noti, che tutti conosciamo, ricordo che esistono anche realtà con un campo di azione locale. Anni fa Mauro Rostagno dagli schermi di una piccola rete locale trapanese riuscì a smuovere molte verità scomode e per questo fu ucciso. Oggi non si ammazza (ma attenzione a non cadere nel luogo comune, ricordiamo le molte minacce ricevute da alcuni giornalisti&#8230;), oggi la strada più praticata è quella della censura. Berlusconi la imboccò a modo suo, in modo goffo. Questo governo ci sta provando con modalità più &#8220;raffinate&#8221;. Vi invito a leggere qui <a href="http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html">http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/testo-editoria/testo-editoria.html</a></p>
<p>Se la legge di cui si parla nel link fosse varata internet perderebbe ogni sua valenza specifica. Vi invito a diffondere questo allarme e a pensare delle strategie per una battaglia. Non possiamo restare passivi.</p>
<p>Allegato: ecco un link caldo caldo che chiarisce cos&#8217;è la scomoda critica al Contesto: <a href="http://www.xantology.com/2007/10/17/buon-compleanno-silvio/">http://www.xantology.com/2007/10/17/buon-compleanno-silvio/</a></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpresepediplastica.wordpress.com/77/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpresepediplastica.wordpress.com&blog=163140&post=77&subd=ilpresepediplastica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Qualcuno si dimentica</title>
		<link>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/18/qualcuno-si-dimentica/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2007 17:12:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Di Perturbazione
Qualcuno si dimentica,
oppure teme di esser dimenticato
Così una storia scivola
accortocciando sempre un nuovo passato
E vorrei farne parte anch&#8217;io
ma non ricordo dove sono arrivato
Ma soprattutto se era mia
o sono solo un meccanismo inceppato
Nelle vetrine c&#8217;è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me
Perchè nel buio il mio respiro è impaziente
Perchè mi manca sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/18/qualcuno-si-dimentica/"><img src="http://img.youtube.com/vi/qTSGFDwdD_w/2.jpg" alt="" /></a></span> </p>
<p>Di <a target="_blank" href="http://www.perturbazione.com/index.php" title="Perturbazione">Perturbazione</a></p>
<p>Qualcuno si dimentica,</p>
<p style="margin-bottom:0;">oppure teme di esser dimenticato</p>
<p style="margin-bottom:0;">Così una storia scivola</p>
<p style="margin-bottom:0;">accortocciando sempre un nuovo passato</p>
<p style="margin-bottom:0;">E vorrei farne parte anch&#8217;io</p>
<p style="margin-bottom:0;">ma non ricordo dove sono arrivato</p>
<p style="margin-bottom:0;">Ma soprattutto se era mia</p>
<p style="margin-bottom:0;">o sono solo un meccanismo inceppato</p>
<p style="margin-bottom:0;">Nelle vetrine c&#8217;è una luce ammaliante che accende ancora qualche parte di me</p>
<p style="margin-bottom:0;">Perchè nel buio il mio respiro è impaziente</p>
<p style="margin-bottom:0;">Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Felice</p>
<p style="margin-bottom:0;">Vorrei scoprirti identica</p>
<p style="margin-bottom:0;">a quel ritaglio su un giornale stampato</p>
<p style="margin-bottom:0;">con un sorriso cronico</p>
<p style="margin-bottom:0;">che non si spenga ad ogni filo di fiato</p>
<p style="margin-bottom:0;">E tu la pensi proprio come me</p>
<p style="margin-bottom:0;">ma ti disegni su un diverso tracciato;</p>
<p style="margin-bottom:0;">per me sei ancora una fotografia</p>
<p style="margin-bottom:0;">Perchè mi manca sempre un pezzo per essere felice.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Felice</p>
<p style="margin-bottom:0;">Noi siamo solamente in due</p>
<p style="margin-bottom:0;">e ci troviamo soli in mezzo a un miliardo</p>
<p style="margin-bottom:0;">E basta una domenica di sole a non pensare quanto siamo in ritardo</p>
<p style="margin-bottom:0;">E&#8217; una manciata di giornate di festa</p>
<p style="margin-bottom:0;">che fanno quello che speriamo di noi</p>
<p style="margin-bottom:0;">E all&#8217;improvviso in mezzo al mio mal di testa,</p>
<p style="margin-bottom:0;">ho ritrovato il desiderio di essere felice.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Felice</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpresepediplastica.wordpress.com/76/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpresepediplastica.wordpress.com&blog=163140&post=76&subd=ilpresepediplastica&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Sta&#8217; zitto che io ti ho dato la pensione</title>
		<link>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/07/sta-zitto-che-io-ti-ho-dato-la-pensione/</link>
		<comments>http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/07/sta-zitto-che-io-ti-ho-dato-la-pensione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 18:04:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quotidiano La Repubblica di ieri riportava soltanto due frasi della lettera di Salvatore Borsellino (malgrado una promessa di pubblicazione integrale fatta al suo autore da un giornalista). Dava invece grande spazio a un misero attacco del ministro Mastella a Salvatore Borsellino. Secondo il ministro, testimone di nozze del mafioso Campanella, il fratello del giudice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il quotidiano La Repubblica di ieri riportava soltanto due frasi della lettera di Salvatore Borsellino (malgrado una promessa di pubblicazione integrale fatta al suo autore da un giornalista). Dava invece grande spazio a un misero attacco del ministro Mastella a Salvatore Borsellino. Secondo il ministro, testimone di nozze del mafioso <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Campanella">Campanella</a>, il fratello del giudice Paolo sarebbe <em>irriconoscente con il ministro che si è prodigato per fare ottenere la pensione alla famiglia Borsellino</em>.Un attacco di questa natura non va nemmeno commentato.</p>
<p>Salvatore Borsellino ha replicato con un comunicato stampa inviato ad alcuni blog (tra i quali quello del mio amico <a href="http://www.xantology.com/">www.xantology.com</a> ), all’ANSA e a parecchie testate giornalistiche.</p>
<p>La stampa ha mantenuto il solito compatto silenzio. Nessuna testata ha pubblicato alcunché, neanche Repubblica che avrebbe avuto il dovere di fare esercitare a Salvatore Borsellino il diritto di contraddittorio.</p>
<p>Di seguito il comunicato di Salvatore Borsellino. Con preghiera di diffusione.</p>
<p><strong>Milano, 6 Ottobre 2007</strong></p>
<p>Ho letto oggi, riportata dalle agenzie di stampa, la seguente dichiarazione dell’on. Mastella a me indirizzata.</p>
<p><em>MASTELLA A FRATELLO BORSELLINO:<br />
HO VOLUTO IO PENSIONE PER FAMIGLIA<br />
(Adnkronos) - “Dopo anni di inadempienze ho fatto concedere io la pensione alla famiglia Borsellino. Gli ricordo che, come vede, non disprezzo le persone per bene che hanno portato avanti un’idea di giustizia nell’ingiustizia”. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Clemente Mastella nel corso della conferenza stampa presso la sede dell’Udeur rivolgendosi al fratello del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia. Il fratello di Borsellino era presente ieri sera alla trasmissione di Michele Santoro ‘Anno Zero’.</em></p>
<p>Voglio far notare in primo luogo al Ministro Mastella che non mi risulta di avergli mai contestato di disprezzare “le persone per bene che hanno portato avanti un’azione di giustizia nell’ingiustizia” e se pensa che esista una ragione per la quale avrei dovuto farlo.</p>
<p>In secondo luogo gli ricordo che, non essendo il sottoscritto né coniuge né figlio di Paolo Borsellino, bensì fratello, non può spettarmi alcuna pensione vitalizia e che questa viene in ogni caso assegnata dallo stato e non “concessa” dal ministro.</p>
<p>In terzo luogo gli faccio sapere che il sottoscritto si è rifiutato di presentare la domanda di erogazione, da parte anche in questo caso dello Stato e non del ministro, della “provvisionale”, prevista dalla legge, che può essere richiesta dai familiari delle vittime di mafia che si costituiscano parte civile nel relativo processo.</p>
<p>Il sottoscritto ritiene infatti che compito precipuo delle Stato dovrebbe essere, prima che l’erogazione di anticipo su un impossibile “risarcimento”, il rendere giustizia alle vittime della mafia.</p>
<p>Salvatore Borsellino</p>
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		<title>La fase di &#8220;plateau&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Oct 2007 08:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Deliri]]></category>

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		<description><![CDATA[
Terapia di automedicazione, sintomatica degli stati di ribellione e verità. Si raccomanda di leggere il foglio illustrativo pubblicato di seguito prima di consumare il video. 
Quando il desiderio si trasforma in stato di eccitazione si verificano diverse modificazioni fisiche. La più evidente è l’accumulo di una quantità ulteriore di sangue nella zona genitale, sia dell’uomo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilpresepediplastica.wordpress.com/2007/10/06/la-fase-di-plateau/"><img src="http://img.youtube.com/vi/V684Qwz6QTQ/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p><em>Terapia di automedicazione, sintomatica degli stati di ribellione e verità. Si raccomanda di leggere il foglio illustrativo pubblicato di seguito prima di consumare il video.</em> </p>
<p>Quando il desiderio si trasforma in stato di eccitazione si verificano diverse modificazioni fisiche. La più evidente è l’accumulo di una quantità ulteriore di sangue nella zona genitale, sia dell’uomo che della donna. Questo fenomeno prende il nome dì congestione vasale. La congestione vasale si rende visibile nell’uomo in forma di erezione del pene. Quando il sangue fluisce nel tessuto spugnoso del pene, questo si ingrossa. (…) La congestione vasale si evidenzia nella donna sotto forma di lubrificazione vaginale. (…) Entrambi i sessi vengono stimolati dal tatto, dall’odorato, dalla vista e dalla fantasia; la rapidità della risposta dipende dall’intensità del coinvolgimento, dalle circostante e dal livello dello stimolo. <span id="more-69"></span>Un’altra risposta a carattere generale che riguarda sia gli uomini che le donne è una involontaria tensione muscolare in tutto il corpo (detta “miotonia”). Essa diminuisce dopo l’orgasmo, motivo per cui la gente si sente rilassata dopo averlo raggiunto, e quindi scompare. Nella fase dell’eccitazione si verificano altre importanti modificazioni fisiche, che riguardano più la donna che l’uomo. Entrambi i sessi sperimentano l’erezione dei capezzoli, per cui il capezzolo diventa più duro ed eretto, ma il fenomeno è più comune ed evidente nella donna. (…) Con il crescere della tensione sessuale, il battito cardiaco e la pressione del sangue aumentano, sia nella donna che nell’uomo. In questa fase compare in molte donne un rossore tipico che ha l’aspetto di uno sfogo esantematico e che compare di solito dapprima sulla metà superiore della zona diaframmatica e quindi si diffonde alle mammelle. Può anche presentarsi a chiazze e diffondersi al dorso. Anche alcuni uomini mostrano un rossore di questo tipo, anche se appare meno evidente. Una reazione che è esclusivamente femminile riguarda il cambiamento di colore della pelle dei genitali. Quando le labbra vaginali si gonfiano in seguito alla congestione dei vasi, il loro colore cambia. (…) Dopo che le labbra vaginali hanno cambiato colore, la prosecuzione dello stimolo può condurre la donna all’orgasmo. Al termine della fase di eccitazione sia l’uomo che la donna sono al massimo della tensione sessuale e si rendono che conto una piccola quota di stimolazione in più li porterebbe all’orgasmo. Masters e Johnson chiamano questa fase dell’eccitazione la fase di “plateau”.</p>
<p>Copyright ISD online</p>
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		<title>Grazie Mastella</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2007 15:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ilpresepediplastica</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Interventi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
[Con Antonio ed Edo riceviamo e pubblichiamo una lettera di Salvatore Borsellino. Chiunque vuole, può pubblicarla]
Di Salvatore Borsellino 
Voglio ringraziare il ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.
Voglio ringraziarlo pubblicamente perché mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p> <a href="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/politici.jpg" title="politici.jpg"><img src="http://ilpresepediplastica.files.wordpress.com/2007/10/politici.jpg" alt="politici.jpg" /></a></p>
<p><em>[Con </em><a target="_blank" href="http://www.xantology.com/2007/10/05/grazie-mastella-firmato-borsellino/"><strong><font color="#336666"><em>Antonio</em></font></strong></a><em> ed <a target="_blank" href="http://www.potamocheri.eu/blog/2007/10/05/grazie-mastella/" title="Edo">Edo </a>riceviamo e pubblichiamo una lettera di Salvatore Borsellino. Chiunque vuole, può pubblicarla]</em></p>
<p><em>Di Salvatore Borsellino</em> </p>
<p>Voglio ringraziare il ministro Mastella per la sua iniziativa di richiesta di allontanamento per incompatibilità ambientale del giudice De Magistris dalla procura di Catanzaro.</p>
<p>Voglio ringraziarlo pubblicamente perché mi ero ormai convinto che a seguito delle campagne di delegittimazione e di aggressioni di ogni tipo nei confronti della magistratura la gente si fosse ormai assuefatta all’arroganza ed all’impunità dei politici e avesse accettato come normale e ineluttabile questo stato di cose.<span id="more-70"></span></p>
<p>Ora invece la reazione provocata da questa iniziativa nell’opinione pubblica, nella gente comune, reazione che sta provocando in tutta Italia raccolte di firme e mobilitazioni spontanee, soprattutto di giovani, a sostegno del magistrato, perché possa continuare il suo lavoro senza intimidazioni e interferenze esterne, mi ha fatto rinascere la speranza che le cose possano ancora cambiare.</p>
<p>Ho sottoscritto insieme a Sonia Alfano una lettera al capo dello stato dove chiediamo che tuteli, come è suo compito, l’indipendenza della magistratura raccomandando al CSM, di cui è il presidente, di rigettare la richiesta del ministro. E chiedergli invece di occuparsi di altri, e ben più gravi problemi della Giustizia, come il caso della Procura di Caltanissetta, dove sono concentrate le indagini sui fatti più gravi della nostra storia recente, quali l’indagine sui mandanti esterni nella strage di via D’amelio e l’indagine sulla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, che viene, dal 12 Luglio 2006, lasciata senza una guida e affidata a un reggente.</p>
<p><a id="more-272"></a></p>
<p>Voglio però sperare che il sig. Ministro prenda spontaneamente atto della situazione di incompatibilità ambientale che si è creata tra la sua persona e la maggioranza degli italiani e voglia attuare il suo proposito di dimettersi, proposito più volte minacciato, ma finora solo a scopo di ricatto nei confronti della maggioranza di governo.</p>
<p>Il sig. Mastella ama spesso ripetere di essere una persona onesta, non deve quindi temere che le indagini in corso da parte del giudice De Magistris possano coinvolgere la sua persona, potrebbero al massimo coinvolgere il suoi amici o persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene qualche tipo di rapporto, magari non sempre limpido.</p>
<p>Dovrebbe essere anzi grato al giudice De Magistris che con le sue indagini potrà dimostrare l’onestà del sig. Ministro fornendogli una patente di onestà certificata che avrebbe per questo più valore delle sue affermazioni che, agli occhi dell’opinione pubblica, non possono che essere di parte e quindi non obiettive se non addirittura sospette.</p>
<p>Non vorrei però insistere troppo sulla sua persona con il rischio di additarlo come comodo capro espiatorio dei tanti mali della politica italiana, come ha detto Beppe Grillo con una ironia che Il sig. Mastella non e’ stato in grado di capire e che tutta la stampa nazionale ha fatto finta di non capire pubblicando titoli a tutta pagina sulla pretesa pace tra il politico e il comico, e qui lascio al vostro giudizio decidere chi sia il poltico e chi sia il comico, e pubblicando poi solo qualche trafiletto poco visibile quando Beppe Grillo ha chiarito le vere intenzioni della trappola un cui l’aveva fatto cadere.</p>
<p>Il fatto è, sig. Mastella, che una persona come Grillo, che ieri ha fatto di mestiere il comico, oggi è uno dei pochi che fa poltica in modo serio, e quelli che sono stati designati dai partiti italiani per fare i politici e che la gente, in mancanza di altre scelte, ha dovuto votare, si affannano oggi un tutti i modi di fare la parte dei comici in quel cabaret di bassa lega che è diventata la politica in Italia.</p>
<p>Ma lo scenario, purtroppo, non è quello di un cabaret, è quello di una tragedia, la tragedia di un paese allo sbando dove gli equilibri di governo si reggono su ricatti incrociati e dove l’opposizione non aspetta altro che il suicidio del governo per potere subentrare nell’esercizio del potere, ricominciare ad emanare leggi “ad personam” e continuare, come peraltro ha fatto anche questo governo, nell’attuazione di quel patto scellerato tra lo Stato e la mafia per la spartizione del potere e degli appalti in Italia per cui è stato necessario eliminare Paolo Borsellino.</p>
<p>E io purtroppo vedo tante, troppe analogie tra le vicende di ieri e quelle di oggi.</p>
<p>Oggi Paolo Borsellino e Giovanni Falcone vengono additati come degli eroi e, dopo averli uccisi, si cerca ancora di seppellirli a forza di commemorazioni, di lapidi e targhe stradali, quasi a rassicurarsi del fatto che siano veramente morti, ma ieri, quando erano sul punto di arrivare nelle loro indagini al punto focale dei rapporti tra la mafia e la politica, si cercava in tutti i modi di rendergli difficile il lavoro, di isolarli, di costringerli a trasferirsi in altra sede per riuscire a trovare degli spazi per potere continuare le loro indagini,</p>
<p>Anche De Magistris è stato messo in difficoltà dal suo capo, anche De Magistris è stato isolato, anche De Magistris si sta cercando di trasferire per renderlo innocuo, ma si ricordi, sig. Ministro, che per esperienza del passato, l’isolamento di un giudice o di un investigatore è stato sempre il primo passo per additarlo alla vendetta della camorra e della mafia e chi dà inizio e determina questo stato di cose non ha minori responsabilità, almeno morali, di chi ne decide l’eliminazione o preme il pulsante di un timer.</p>
<p>Si ricordi però che la gente non sopporterebbe che la storia si ripeta, quella stessa gente che nella cattedrale di Palermo prese a schiaffi e a calci quei politici che pretendevano di sedersi in prima fila davanti alle bare dei ragazzi di Paolo, vi caccerebbe allo stesso modo da un Parlamento nel quale sedete fianco a fianco di personaggi inquisiti, prescritti o già condannati nei primi gradi di giudizio e questa volta non riuscireste a riciclarvi sotto altre sigle e nuovi partiti, a mantenere il potere e ad occupare indegnamente le istituzioni come aveta fatto dopo il disfacimento della prima Repubblica.</p>
<p>Salvatore Borsellino</p>
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